La storia siamo noi... l'espressione di un territorio

Il Calendimaggio a Nogaredo è stato pensato come una  “festa” nel suo senso più antico di occasione d’incontro con le componenti culturali, d’arte e di spettacolo, di promozione dello sviluppo economico e di valorizzazione delle peculiarità del territorio guardando all’attrazione turistica.
In un momento storico come quello attuale si assiste ad un lento processo di “spersonalizzazione” delle comunità, da cui il Trentino non è immune.
Con il Calendimaggio si è creata un’iniziativa che ha dimostrato di essere in grado di interpretare l’identità distintiva di una comunità che vi si riconosce. Ne è dimostrazione il forte legame tra la manifestazione e la  comunità dei residenti. L’identità è un fattore “magmatico” e in “continua evoluzione” come dimostrano gli studi dell’etno antropologo Annibale Salsa, è tuttavia possibile selezionare alcuni tratti, anche minori,  di ogni storia sia di persone che di territori, e descriverli con narrazioni e rappresentazioni capaci di esserne il simbolo.
 
 
 

Sono i “segni” visibili dell’identità collettiva. Nel progetto per il Calendimaggio sono stati assunti il fatto storico del processo per stregoneria del 1647 e le evidenze architettoniche e ambientali in cui ebbe svolgimento. La comunità li ha riconosciuti come propri, chiedendone una declinazione in positivo e rapportata ai nostri giorni. Coerentemente con la verità storica e la richiesta della comunità il progetto poggia sulla valorizzazione del Femminile e sulla promozione del ben essere inteso come superamento dell’ignoranza e della paura a favore dell’armonioso equilibrio della persona.
La manifestazione ha sempre cercato di connotarsi in modo originale, con dei contenuti di spessore culturale programmando per ogni edizione esposizioni, incontri e spettacoli tendenzialmente unici.

Il Calendimaggio è organizzato dall'Associazione Culturale Calendimaggio con la partecipazione generosa e all'impegno congiunto delle associazioni:

 
La storia del Calendimaggio comincia nel 1997 a Nogaredo, una Comunità di milleottocento persone, cinque borghi immersi nel verde coltivato, lungo il fianco destro del fiume Adige. In Vallagarina nel Trentino meridionale, quando l’allora Sindaco Flavio Salvetti nominò una Commissione  per la cultura, affidandole il compito di pensare a come rendere visibile Nogaredo nel contesto territoriale e di studiare una modalità per promuovere il senso di appartenenza al Comune degli abitanti di Brancolino, Sasso, Noarna e S. Lucia. Micaela Vettori, partendo dalla ricerca storica e dalla conoscenza del patrimonio architettonico e naturalistico riceve l’incarico di proporre un’idea  progettuale, capace di raggiungere l’obiettivo di valorizzare un territorio coinvolgendo la comunità locale con un’iniziativa basata su elementi nei quali la comunità si riconosca.

 

Emerse immediatamente la possibilità di lavorare attorno al tema della stregoneria, di sicuro richiamo turistico,  originale nel panorama dell’offerta trentina e autentico poiché Nogaredo, nel 1647, fu sede di un processo alle streghe e di cinque successive condanne. Di quell’evento storico esistono le evidenze architettoniche del castello medioevale dove erano le prigioni e del nobile palazzo nella cui sala, oggi detta delle armi, si teneva “la giurisdizione”. Ne uscì una lunga riflessione sulle origini più profonde di quei fatti, la paura e l’ignoranza, e da una  condivisa volontà di riscatto, partì la redazione del progetto vero e proprio, un appuntamento artistico e culturale con la forma della festa, per promuoverne la controfaccia: la conoscenza e il rispetto, il perseguimento del benessere con un’attenzione tutta speciale per il femminile.
Il 30 aprile e’ Santa Valpurga la notte magica della grande veglia in cui si cacciano le streghe, personalizzazione di ogni paura; e’ la notte in cui si strappano le frasche dai noccioli per le bacchette dei maghi e il primo maggio è il luminoso Calendimaggio, tradizionale passaggio dalla paura delle forze del male alla fede luminosa, dai duri rigori invernali alla promessa della primavera. Nel mondo contadino il Calendimaggio è l’annuncio del risveglio della natura, l’auspicio per un buon raccolto, il segno  della rinascita stessa dell’uomo. In era cristiana tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio, avvenivano le rogazioni, processioni religiose lungo le strade di campagna  e feste, danze, canti e musiche, accompagnavano i riti propiziatori, eredità forse delle tradizioni celtica e germanica.

 

Nel progetto per Nogaredo la tradizione del Calendimaggio diventa simbolo della magia oltre la paura, della riflessione sul femminile e della ricerca del benessere inteso come armonioso equilibrio della persona.  Data fissa e temi precisi sono stati dettati dalla volontà di ritagliare all’iniziativa di Nogaredo, e con essa alla comunità dei suoi cittadini, un' identità riconoscibile, che evitando di sovrapporsi alle numerose altre iniziative locali, portasse il proprio contributo all’idea di un annuale “ calendario di eventi” capace di valorizzare e promuovere l’intero territorio lagarino. Gli elementi tradizionali della festa: spettacoli, cultura e arte, percorso eno-gastronomico e offerta di mercatini sono stati pensati come progetti culturali strategici.
Il volontariato nelle sue forme associate ha accolto, dapprima con la tipica prudenza trentina, le varie proposte. Diventa difficile oggi, nel clima di fiduciosa collaborazione che si è creato, ricordare le iniziali diffidenze e gli sguardi distanti e dubbiosi che hanno contrassegnato le prime riunioni. L’affezione del pubblico ha forse da sola dimostrato la validità di quella scelta, come la personalità della manifestazione ha  premiato  l’impegno nel mantenere coerente lo stile, pur nella ricerca di novità di proposte.
 

 

L’iniziale contributo delle Associazioni si e’ arricchito nel corso delle varie edizioni, di apporti anche sul piano artistico, di creazioni scenografiche, di suggerimenti e contributi preziosi, di una produzione di danza, che nasce da un laboratorio largamente condiviso e partecipato, e di una  specialissima dedica di spazi e appuntamenti per i bambini. Oggi i rappresentanti delle Associazioni di volontariato sono un gruppo coeso, per il quale il senso di appartenenza, tenacemente costruito attorno all’iniziativa, è il motore che alimenta l’impegno collettivo e la comunità sembra proprio vivere il Calendimaggio come occasione di presentarsi al pubblico esterno con i propri caratteri migliori.
In questi quattordici anni è cresciuta una generazione che si avvicina all’organizzazione culturale e alla valorizzazione dei territori, con competenza, aspettative e grande interesse. Nel contempo, quasi in drammatica divaricazione, l’accesso ai finanziamenti e le modalità imposte da leggi e regolamenti, accrescono le difficoltà che si sommano al calo delle risorse.
Senza intervento pubblico il  livello della qualità, soprattutto nell’offerta culturale, artistica e di spettacolo, finisce con il risentirne.

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